ARISTOÏ

Paname
Parigi |Aprile 2020 - in corso

La serie ARISTOÏ è la mia domanda sulla Mutazione. 

Come rappresentare e testimoniare il mutamento fisiologico, fisico e mentale di una società, dei suoi individui a contatto con un corpo estraneo come la plastica. 

ARISTOÏ racconta di un passato futuro, un tempo in cui il rango sociale delle élites e del popolo era identificato non dai codici di abbigliamento ma dal loro fisico. Per le élites la Mutazione aveva scelto il naso e la bocca.

Ho quindi rivisitato i ritratti del periodo greco-romano, in particolare la statuaria onoraria, ben sapendo che la scultura antica aveva altre motivazioni oltre all’idealizzazione estetica, come la funzione religiosa, votiva, commemorativa e politica. Dai templi agli interni borghesi, passando per gli studi degli artisti, le scuole d’arte e i giardini pubblici, ha invaso il nostro inconscio collettivo. Rimane il punto di riferimento della bellezza classica e la testimonianza celebrativa della nostra società.

Ho scelto di disegnare i personaggi, poi fotografarli in studio, infine lavorare in post-produzione e ottenere un aspetto freddo tipo 3D lasciando tutti i difetti e i segni di un lavoro di studio. L'insieme costituisce un oggetto fotografico.

La serie ARISTOÏ suggerisce un’onirica mutazione di una società plasticizzata come matrice sia fisica che metafisica di individui nuovi all’interno di un’organizzazione sociale immutata.

È insieme una condanna ed una celebrazione.



 

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